Chi sono

Mi chiamo Denis Corà, ho base a Costabissara, 8Km da Vicenza centro.

studio.derah@gmail.com

cel. 351 58 53 173

Formazione artistica

Nasco a Thiene (VI) nel 1980.

Cresco a Villaverla (VI) in una famiglia di cinque componenti, sono il terzo figlio maschio.

Sono un bambino. Mia madre dipinge, quadri alle pareti, girano colori. C’è la cultura del farsi le cose da sé e con poco.

Sono un ragazzino. Influenze: le copertine dei giochi da tavolo, fumetti, Dungeons and Dragons, statue e affreschi nella chiesa di paese, fumetti americani, illustrazioni dipinte sulle copertine delle riviste.

Tre anni per il diploma di operatore grafico pubblicitario. Dimostro creatività ma voglio fare qualcosa di più espressivo. Conflitto: pubblicità vs idea morale.

Disguidi, mezzo anno in prima Liceo Artistico, poi murali a pennello al bar del paese, in un club, in una pizzeria, per gli alpini, per un privato ecc.

Esame integrativo, passo in quarta. Ho la media più alta della classe, i miei elaborati vengono appesi alle pareti, studio vari artisti storici, un compagno di classe mi fa scoprire la rivista Frigidaire, varie ed eventuali.

Finisco il Liceo Artistico di Schio in quarta (corso Tradizionale). Sono ormai maggiorenne, si apre il mondo del lavoro.

Gli assunti dell’arte contemporanea mi sono caustici, mi piacciono le immagini statiche unite al racconto. Non ho più un contesto creativo attorno, provincia, provincialismo, bel problema.

Faccio il magazziniere, con il primo stipendio compro un pc. Faccio l’operaio in fabbrica e recupero teli di scarto. Assemblo opere di tela e gommapiuma, costruisco “paesaggi” con chiodi e bruciature. Spazio vuoto, ombre sul muro, mi interesso di texture, faccio pastrocchi.

Sono un ventenne. Provo a crearmi un contesto di supporto artistico. Ho un amico che si interessa di fumetto, disegno anch’io fumetti.

Breve periodo a Londra, musei memorabili.

Voglio trovare un’applicazione lavorativa, faccio un corso di intaglio e scultura del legno a Bovolone (VR). Non c’è lavoro. Non si smartella a casa.

Mi serve formazione, faccio un corso di disegno CAD e un altro di trasformazione delle materie plastiche. Entro in ufficio tecnico; codici, quote, modelli 3D. Vengo assunto in un’azienda dove c’è la possibilità di fare del design di prodotto, le capacità di disegno sono utili. Ma l’arte non frequenta le zone industriali.

Passano anni, qualche caricatura, qualche ritratto, disegno artistico poco, scrittura poca. L’azienda in cui lavoro ha problemi. A casa: “Che faccio? Ma io non sapevo disegnare a mano?”

Tento con il tatuaggio, cavie a domicilio. Chi mi insegna? Faccio le mie considerazioni. Filosoficamente -a pelle (tatuata)- non mi convince.

Torno in ufficio tecnico, metalmeccanica. Un collega nervoso: “Cosa ghe feto qua? […] liceale de merda.” Ok, non ha tutti i torti. Rimando a memoria un libercolo: 10-10-10 di Suzy Welch, mi chiedo se non sia il caso di coltivare i miei talenti.

Disegno solitario a casa, voglio uscire. Costruisco una grande cavalletto trasportabile che uso per fare varie performance sperimentali in bar e festival.

Insegno disegno in corsi per il tempo libero. Faccio illustrazioni e caricature per lauree, a feste e per strada. Ogni tanto eseguo dipinti estemporanei in centri commerciali, esperienze di body painting e varie ed eventuali.

Sono molto nervoso, ho bisogno di uscire. Mi impegno a disegnare velocissimamente per produrre istantanee. Giro per strada e a feste, ritraggo le persone in continuo movimento, riesco a fare piccoli reportage, apro un blog, pubblico in una rivista locale.

Anni dopo eredito una somma. Voglio uscire dall’effimero. Mi piace la scrittura e la pittura ma non mi riescono come vorrei. Decido di farmi auto-formazione.

Prove su prove, scelgo la pittura ad olio, trasformo la casa-studio in studio-casa. Aiuto! Internet mi usa, no concentrazione, mille tentativi per conciliare, allora vita monacale, sì, no, sì, no, sì. Produco una serie di dipinti, maturo facendoli. Uso l’espressione per fare indagine psicologica, mi interessa la fantasia. Chiamo il progetto Bromorio.

Scrivo per me altri racconti su cui baso nuovi cicli pittorici. Ci sto lavorando.

Costabissara, Marzo 2026